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Permesso di Costruire e Denuncia di Inizio Attività (DIA): facciamo chiarezza

16 febbraio 2026

Sono due strade ugualmente lecite per iniziare un cantiere, ma esistono sostanziali differenze tra il Permesso di Costruire e la Denuncia di Inizio Attività. Vediamo quali sono e perché per i nostri interventi viene scelto il Permesso di Costruire.
 
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OTTENERE IL PERMESSO VS PRESENTARE LA DIA

Entrambi atti pubblici comunali, i due certificati si differenziano principalmente per l’iter burocratico con cui prendono vita. Nel Permesso di Costruire è il Comune dove sorgerà l’immobile che partecipa attivamente alla concessione e, dopo un percorso generalmente complesso, rilascia al costruttore un’autorizzazione formale. La Denuncia di Inizio Attività, invece, si basa sulla presentazione del progetto e un benestare tramite “silenzio assenso”con tutti i suoi pro e i suoi contro.
 

NUOVE COSTRUZIONI VS RISTRUTTURAZIONI 

Mentre il Permesso di Costruire si applica a nuove costruzioni e ristrutturazioni, il campo d’intervento della DIA è solo quello dei rinnovamenti edilizi. Tale termine, tuttavia, permette a costruttori e Comuni molteplici interpretazioni, autorizzando – o cassando – Denunce di Inizio Attività che prevedono la totale demolizione dell’esistente e la creazione di nuovi volumi anche completamente differenti dal preesistente. Proprio su questa diversa interpretazione della “ristrutturazione” si basa il recente caso della città di Milano ed il blocco di numerosi cantieri già in opera.
 

CONTESTO E OPERE DI URBANIZZAZIONE

Rimanendo a Milano, l’interruzione dei lavori già citata non è una questione di abusivismo ma di opere di urbanizzazione mancanti. A differenza del Permesso di Costruire, una caratteristica della DIA infatti è quella di non porre l’attenzione sull’impatto che la nuova costruzione avrà nei dintorni.
L’iter del Permesso invece garantisce una chiara attenzione del Comune ai lavori di urbanizzazione del contesto, ponendo vincoli alla loro realizzazione prima con fideiussioni e poi tramite il rilascio dell’agibilità per l’immobile. Il costruttore quindi dovrà tener conto fin da subito di non poter gravare sul tessuto urbano esistente senza prevedere un corrispettivo in parcheggi, aree verdi, marciapiedi o strade da donare alla nuova comunità.
 

E DOPO IL PERMESSO? LE VARIANTI TRAMITE DIA

Un progetto, come un capitolato delle opere, si può sempre migliorare, anche a cantiere già avviato. Se la modifica non stravolge volumetrie e prospetti (forma del tetto, taglio interno degli appartamenti, ecc.), non è necessario rifare il Permesso ma basta una semplice Denuncia di Inizio Attività.
 

STUDIO AREA E PERMESSO: MASSIMA TRANQUILLITA’ E TRASPARENZA

In conclusione, tra i due strumenti edilizi meglio avvalersi del Permesso di Costruire, a prescindere da un iter più lungo e impegnativo. Siamo convinti che professionalità e trasparenza passino attraverso la fiducia di chi s’interessa ad una casa non ancora realizzata e vorrebbe viverla in contesti cittadini all’altezza. Le opere di urbanizzazione richieste dal Comune sono così un ottimo valore aggiunto all’immobile da realizzare: si pensi al
restyling di Via Biringhello a Rho con parcheggi, marciapiedi e verde, mentre a Lainate alla pista ciclabile di Via Omero ed al parco pubblico di Via Bellini.
Allo stesso modo, gli attuali cantieri di Via San Carlo a Rho e di Via Stradivari a Lainate modificheranno anche il contesto circostante con la realizzazione di posteggi auto, illuminazione pubblica ed una migliorata viabilità.
 
 
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